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2 Agosto 2020

Quando gli accordi internazionali funzionano

Il buco nell'ozono non cresce più

  • 2 minuti
photo greg rosenke @unsplash

L’ozono è una forma di ossigeno con molecole che trasportano tre atomi invece di due. L’ozono si trova sia nella troposfera, i 10 km più bassi dell’atmosfera, sia nella stratosfera, da 10 a 50 km dal suolo. L’ozono agisce come uno scudo che ci protegge dalle nocive radiazioni ultraviolette del sole.

A livello del suolo, invece, è una sostanza inquinante che può causare difficoltà respiratorie e danneggiare piante e colture: è uno dei principali ingredienti dello smog. Dunque il buon carattere – per così dire – dell’ozono, dipende dalla sua altitudine nell’atmosfera.

Lo strato di ozono atmosferico, come è noto, è vulnerabile ai composti di cloro (clorofluorocarburi, CFC) e bromo (halon), abbondantemente utilizzati in passato in prodotti come spray, propellenti, refrigeranti, pesticidi, solventi ed estintori. Quando queste sostanze raggiungono la stratosfera, la radiazione ultravioletta del sole ne causa la scissione in atomi di cloro e bromo che reagiscono con l’ozono, innescando cicli chimici dstruttivi che impoveriscono lo strato di ozono che ci protegge.

È stato calcolato che un singolo atomo di cloro può distruggere più di mille molecole di ozono. Gli atomi di bromo arrivano a 50mila. Fortunatamente, la presenza in atmosfera di composti contenenti bromo è molto inferiore a quella dei CFC.

Gli accordi internazionali attualmente in vigore, come la Convenzione di Vienna e il Protocollo di Montreal e i suoi emendamenti hanno incontrato l’adesione della maggior parte delle nazioni. Dopo aver raggiunto un picco intorno all’anno 2000, la quantità totale di composti contenenti cloro e bromo nella stratosfera sta ora scendendo lentamente, ma ci vorranno probabilmente 50 anni prima che la quantità di cloro e bromo torni al punto in cui era prima del 1980 (più o meno quando è stato osservato il primo buco dell’ozono in Antartide).

Recenti rapporti scientifici dimostrano che la riduzione dell’ozono si è fermata nella maggior parte delle regioni del globo, ma potrebbero passare anni prima che ricominci ad aumentare. Il buco dell’ozono in Antartide, che compare ogni anno nel periodo da settembre a novembre, non è peggiorato negli ultimi 5-10 anni, ma non vi è ancora alcun segno di un miglioramento significativo.

 

Visita il sito della World Meteorological Organization

https://public.wmo.int/en/our-mandate/focus-areas/environment/ozone

 

 

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