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15 Maggio 2020

Gas serra a livelli record

L’ultimo report WMO + 43% dal 1990

  • 2 minuti
holger-unsplash
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I livelli di gas serra hanno raggiunto un nuovo record, “senza alcun segno di rallentamento, e tanto meno di declino”, ha avvertito World Metereological Organization (WMO). Nonostante gli impegni per limitare i cambiamenti climatici assunti con l’Accordo di Parigi, le concentrazioni di biossido di carbonio, di metano e protossido di azoto, nel corso del 2018 hanno superato la media degli ultimi dieci anni.

Secondo un report dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, i livelli di CO2 – principale responsabile del riscaldamento globale – hanno raggiunto picchi massimi, nello specifico di 407,8 ppm nel 2018, rispetto ai 405,5 ppm dell’anno precedente. Una concentrazione del 47% superiore a quella registrata all’inizio della rivoluzione industriale, quando i livelli di CO2 erano di 280 ppm circa.

“Dobbiamo far sì che gli impegni si traducano in azioni, occorre aumentare il livello di ambizione per il benessere e il futuro dell’umanità”, afferma il segretario generale della WMO, Petteri Taalas. L’ultima volta che la Terra ha registrato simili concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera è stata dai tre ai cinque milioni di anni fa, quando le temperature erano tra i 2 e 3 ° C in più e il livello del mare era di 10-20 metri più alto di oggi, ha dichiarato Taalas.

L’attività umana incrementa sempre più la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, ciò determina l’ormai tangibile effetto di riscaldamento del clima terrestre. Il report sottolinea come dal 1990 questo effetto abbia subito un aumento del 43% a causa dei gas serra. In particolare, la CO2 contribuisce a tale effetto per il 66%, il metano per il 17% e l’ossido di azoto per il 6%. Nel report vengono esaminate inoltre, le interazioni tra i livelli di concentrazione dei gas serra e l’ambiente. Gli alberi e gli oceani assorbono circa un quarto delle emissioni totali, ma si tratta di un effetto in rallentamento a causa dell’ormai elevato stato di riscaldamento di questi ultimi. Pesanti impatti come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare, l’estrema siccità, le ondate di calore e le tempeste, rappresentano un’enorme minaccia per la fauna selvatica, per l’approvvigionamento idrico e la sicurezza alimentare.

Le previsioni dei ricercatori sono davvero allarmanti: se questo continuasse ad essere il trend, il mondo assisterà ad uno spostamento delle popolazioni senza precedenti. Grandi aree del Nord Africa e del Medio Oriente diventeranno inabitabili a causa del caldo torrido e della siccità, e l’aumento del livello del mare andrebbe a colpire molte delle città più popolose al mondo.

L’WMO ha avvertito: nonostante gli accordi stipulati dall’accordo di Parigi, le emissioni globali sono ancora troppo elevate per poter raggiungere gli obiettivi fissati al 2030. “I risultati parlano chiaro: in questo momento critico, il mondo deve intraprendere azioni reali e concrete riguardo alle emissioni”, ha dichiarato il direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente Inger Andersen. “Siamo di fronte a una scelta: avviare in questo momento delle trasformazioni radicali o affrontare le conseguenze di un pianeta totalmente alterato dal cambiamento climatico”.

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Fonte: INDEPENDENT UK – Articolo di Andy Gregory – 25 Nov 2019
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LEGGI IL TESTO ORIGINALE:
https://www.independent.co.uk/environment/climate-change-greenhouse-gas-record-high-un-paris-agreement-a9217256.html

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