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10 Febbraio 2022

L’acidificazione degli oceani potrebbe alterare la bioluminescenza di alcune specie

Un oceano più acido potrebbe alterare la bioluminescenza di alcune specie.

Un report scientifico presentato alla riunione annuale della Society for Integrative and Comparative Biology ha rivelato che a causa della diminuzione del pH dell’oceano, fortemente influenzato dal cambiamento climatico, alcuni organismi bioluminescenti potrebbero diventare più luminosi, mentre altri potrebbero essere influenzati negativamente e diminuire la loro emissione luminosa. L’abbassamento del pH negli oceani potrebbe avere effetti imprevedibili sulla capacità degli organismi di brillare e, se le emissioni di CO2 continuano a questi livelli, si prevede che il pH medio dell’oceano si abbasserebbe da 8.1 a 7.7 entro il 2100.

Per scoprire come la bioluminescenza potrebbe essere influenzata da tale diminuzione, il biologo Tom Iwanicki e i colleghi dell’Università delle Hawaii a Manoa hanno raccolto 49 studi sulla bioluminescenza di nove diversi phyla.Il team ha quindi analizzato i dati di quegli studi per vedere come la luminosità dei composti bioluminescenti delle creature variava a livelli di pH potrebbe diminuire da 8,1 a 7,7. Quando il pH scende, le sostanze chimiche bioluminescenti in alcune specie, come la lucciola marina (Vargula hilgendorfii), hanno modesti incrementi di circa il 20%, mentre alcune specie, come il calamaro lucciola (Watasenia scintillante), in realtà sembrano avere una diminuzione del 70% della loro emissione luminosa.

Una significativa alterazione della luminescenza in alcuni casi potrebbe portare a un vantaggio selettivo, come per la lucciola di mare, che utilizza scie luminose per attirare i compagni, ma per altre specie come il calamaro lucciola, una diminuzione della sua luminescenza potrebbe portare a diverse problematiche nelle sue tattiche di comunicazione.

 

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