One Ocean Forum



One Ocean Forum è nato nel 2017 come momento di condivisione, cooperazione e sensibilizzazione, continuativo nel tempo, dedicato al grande tema della sostenibilità ambientale.

L’obiettivo che si è posto è aprire un dialogo a livello internazionale sulla sostenibilità degli oceani, creando una rete di “intelligenze”, identificando best practice e aumentando la consapevolezza su temi e problematiche dell’ecosistema marino.

II Forum, organizzato dallo Yacht Club Costa Smeralda, fortemente voluto dalla Principessa Zahra Aga Khan e realizzato in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e SDA Bocconi Sustainability LAB, ha alternato una sessione plenaria a testimonianza di “gente che vive il mare”, best practice e lab, veri e propri workshop volti a sviluppare la Charta Smeralda – un codice etico di condotta per chi vive o ama e rispetta il mare- e la promozione degli impegni da parte delle aziende per diminuire il loro impatto ambientale.

Sono stati i lab a coinvolgere attorno ad ogni singola problematica attori di diversa provenienza; studenti universitari, esperti, studiosi internazionali, giornalisti, ONG, aziende con background multidisciplinari che hanno portato la propria esperienza in ogni tavolo di lavoro.

In linea con il dibattito internazionale, ONE OCEAN ha identificato 4 argomenti principali (pressing issue) relativi alla salvaguardia dell’ambiente marino.

I LAB hanno proposto una serie di azioni concrete per definire dei percorsi capaci di favorire la “Marine Preservation”: (i) marine litter and pollution: microplastic; (ii) marine litter and pollution; plastic; (iii) climate and global change; (iv) blue technologies and innovation; (v) ocean literacy.

E’ ormai nota la diffusione di enormi quantitativi di plastiche e micro – plastiche in tutti i mari del pianeta. I dati sembrano suggerire la presenza di almeno 5 trilioni (migliaia di miliardi) di frammenti, la maggior parte dei quali di dimensioni inferiori ai 5 mm, in grado di arrecare danni estremamente significativi alle catene alimentari e alla vita degli ecosistemi marini.

All’aumento dell’anidride carbonica atmosferica, in larga misura determinato dall’attività dell’uomo, corrisponde anche un incremento dell’anidride carbonica disciolta negli oceani. Questo processo di progressiva acidificazione delle acque ha un effetto sulle catene alimentari, sul benessere e sulla conservazione degli habitat oceanici.

Attività marittime consolidate, come la costruzione e riparazione navale, il trasporto di petrolio e gas offshore, nonché la biotecnologia blu, l’acquacoltura, l’energia rinnovabile dell’oceano, contribuiscono all’economia blu. Una delle sfide fondamentali per un’economia marittima più innovativa è rendere più facile il trasferimento dei risultati della ricerca verso i

settori produttivi e un’implementazione delle nuove tecnologie nei settori commerciali e a scala industriale.

Ocean Literacy significa diffondere la comprensione dell’influenza che l’oceano ha sulla nostra vita e l’influenza che le nostre azioni hanno sull’oceano. Si tratta di un approccio basato su sette  principi fondamentali che comprende azioni di educazione e comunicazione necessarie per promuovere una cultura di tutela dell’ecosistema marino. Ocean literacy è una iniziativa riconosciuta dalle Nazioni Unite.

Un momento chiave del Forum è stato il Panel dedicato alla presentazione delle best practice, progetti virtuosi che hanno visto l’implementazione di alternative produttive sostenibili all’insegna della blue technology.

L’obiettivo che One Ocean Forum si è posto non è solo quello di accrescere la consapevolezza sullo stato dell’ecosistema marino e tracciare una roadmap relativamente agli obiettivi da raggiungere in ambito di “marine preservation”, ma anche quello di dimostrare il proprio impegno concreto.

L’evento ha ottenuto innumerevoli patrocini: The British Virgin Islands -BVI,

Ministero dell’Ambiente, Comune di Milano, Regione Autonoma della Sardegna, CONI, SYBAss, Nautica Italiana, UCINA, Confindustria Nautica, Salone Nautico di Genova e Centro Velico Caprera.