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22 Marzo 2022

Perché la NASA sta esplorando gli oceani più profondi della Terra?

L'agenzia spaziale statunitense sta esplorando le profondità oceaniche per cercare indizi sulle capacità di sopravvivenza degli organismi in ambienti estremi

Le parti più profonde degli oceani della Terra sono conosciute come la zona dell’hadal, costituita da profonde trincee e depressioni, si estende per 11 km (6,8 miglia) sotto la superficie degli oceani del mondo. Per molto tempo, i biologi marini hanno pensato che la vita nella zona dell’hadal fosse impossibile, ma quando i sommergibili di acque profonde iniziarono ad avventurarsi nella regione nella prima metà del 20° secolo, divenne evidente che la vita potesse sopravvivere lì.

Si credeva ancora che tutti gli organismi viventi fossero sostenuti da una catena alimentare, la quale a sua volta dipende dalla fotosintesi. Alghe e alcuni batteri marini nelle acque superficiali convertono l’energia solare in zuccheri che immagazzinano nella loro materia organica che viene poi mangiata dagli erbivori, che a loro volta vengono mangiati dagli animali carnivori. “Con questa scoperta, ci siamo imbattuti in un modo completamente nuovo di vivere sulla Terra”, afferma Shank,uno degli studiosi a capo delle ricerche. “Questi sono animali che non richiedono luce solare diretta… vivono di sostanze chimiche provenienti dal fondale marino”.

Gli scienziati erano perplessi: come potevano le specie nella zona dell’hadal sopravvivere a una pressione così schiacciante? Le creature nella zona dell’hadal, come i crostacei anfipodi giganti e il pesce lumaca, hanno enzimi chiamati piezoliti (dal greco “piezin” per pressione), che impediscono alle loro membrane cellulari e proteine di essere frantumate a pressioni estremamente elevate. I piezoliti contrastano la pressione aumentando lo spazio che le proteine occupano all’interno delle cellule dell’organismo per contrastare il peso dell’acqua che lo circonda.

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