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20 Aprile 2020

Pesca Responsabile

La politica comune per la pesca

  • 2 minuti

Per millenni, gli esseri umani hanno beneficiato del cibo proveniente dal mare. Andare in mare significava mettere a rischio la propria vita ma, nonostante il pericolo, la pesca era – e continua a essere – un’occupazione profondamente soddisfacente, una fonte di orgoglio.

Per i nostri antenati la vita in mare era ricca, il pesce una risorsa abbondante. Oggi siamo consapevoli che non è più così. La pressione sugli stock ittici è in continuo aumento e la pesca sostenibile è diventata una questione di sopravvivenza, non solo per le varie specie ma anche per i pescatori.

Nell’Unione Europea il rapporto tra salute ecologica degli stock ittici e salute economica delle comunità di pescatori è stabile. Le nostre politiche sulla pesca pongono infatti al centro la sostenibilità. Grazie al continuo confronto scientifico con esperti e ricercatori che fissano i limiti di cattura a livelli responsabili, attualmente la nostra pesca ha raggiunto livelli di sostenibilità mai registrati prima.

Lavorare insieme ai pescatori in questo senso, permette di eliminare gradualmente alcune delle questioni più sfavorevoli nella pesca, come per esempio la pratica dello scarto. È attraverso queste collaborazioni che è possibile sviluppare nuove tecnologie e pratiche di pesca rispettose dell’ambiente, rendendo il settore della pesca più innovativo e competitivo.

L’industria della pesca e dei prodotti ittici è una delle più globalizzate e interconnesse. L’Europa, essendo il più grande mercato ittico del mondo, ha la responsabilità di garantire che solamente i pesci catturati legalmente finiscano nei nostri piatti. Da oltre un decennio in prima linea nella lotta globale contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, l’Unione Europea si occupa della sensibilizzazione sulle pratiche sostenibili, impegnandosi a concludere accordi sulla pesca con paesi terzi.

Stato degli stock ittici dell’Atlantico nord-orientale e delle acque adiacenti
L’Unione Europea ha stabilito che entro il 2020 tutti gli stock ittici dovranno essere sfruttati in modo sostenibile. Si tratta di una politica fondata sul Rendimento Massimo Sostenibile (MSY), un parametro che indica la quantità massima di pesce che è possibile catturare in un periodo di tempo, senza danneggiare lo stock nel lungo termine.

Nell’Atlantico nord-orientale e nelle acque adiacenti (Mare del Nord, Mar Baltico, Skagerrak, Kattegat, Mare della Scozia occidentale, Mare d’Irlanda e Mar Celtico), i ministri della pesca dell’UE hanno fissato i limiti di cattura sulla base di pareri scientifici. Le catture totali ammissibili (TAC) risultano suddivise in quote nazionali. In questo modo è stato fissato un limite sulla quantità di pesci catturabili.

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Fonte: Unione Europea
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LEGGI IL TESTO ORIGINALE:
https://ec.europa.eu/fisheries/sites/fisheries/files/docs/body/pcp_en.pdf

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