Venice Hospitality Challenge con One Ocean Foundation per la salvaguardia del mare



La Venice Hospitality Challenge, regata velica giunta alla quinta edizione che unisce i maxi yacht al meglio dell’hôtellerie veneziana, ha visto quest’anno lo Yacht Club Venezia, promotore della regata, al fianco di One Ocean Foundation per contribuire alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle urgenti problematiche inerenti l’ecosistema marino. Il maxi yacht Viriella, portabandiera della Fondazione, era timonato dall’Ambassador di One Ocean Foundation, Mauro Pelaschier che ha invitato tutti a fare un piccolo gesto concreto per il mare: firmare online l’adesione al codice etico della Charta Smeralda disponibile su www.1ocean.org . Gli hôtel veneziani partecipanti alla regata, già da tempo impegnati in diverse attività a favore della sostenibilità quali l’eliminazione delle plastiche monouso e particolarmente sensibili verso l’urgenza di una maggior tutela del mare, hanno offerto il proprio contributo sottoscrivendo e promuovendo la Charta Smeralda, informando a loro volta i loro ospiti e impegnandosi a implementare le migliori pratiche nella gestione dell’attività di hôtellerie.

Per la cronaca la regata, partita con vento molto leggero andato a calare fino alla bonaccia, ha visto la seconda affermazione consecutiva di Spirit of Portopiccolo – Ca’ Sagredo, seguito dal maxi sloveno Way of Life – The Gritti Hotel e da Pendragon – Hilton Molino Stucky, primo di classe 2.

VENEZIA 2018
Venice Hospitality Challenge 2018
photo © Matteo Bertolin

Il percorso 2018 è stato particolarmente ricco di suggestioni: dopo la partenza davanti a Punta della Salute, scandita dai getti d’acqua di un rimorchiatore, i sessanta secondi precedenti lo start sono stati evidenziati dal suggestivo alza remi della Reale Società Bucintoro. Le imbarcazioni, ormeggiate al Marina Santelena, sono partite in direzione Lido e hanno quindi girato la boa di Sant’Elena per tornare verso il bacino di San Marco, dove le attendeva una boa di disimpegno davvero inconsueta. Per la prima volta la boa di percorso era costituita da un’auto, una Audi Q8 Mild Hybrid, ormeggiata su un pontone galleggiante che le imbarcazioni hanno girato prima di arrivare al traguardo.

Alla cerimonia di premiazione presso Venice Yacht Pier, sono intervenuti personaggi di alto rilievo della vela internazionale, quali il Presidente di World Sailing, la Federvela mondiale,  Kim Andersen.Durante le premiazioni Mirko Sguario ha consegnato il cappello del doge “Ambassador”, realizzato dalla storica vetreria muranese B.F. Signoretti, a Riccardo Bonadeo, Mauro Pelaschier e Marco Gradoni, con l’augurio che possano diventare ambasciatori nel mondo della Venice Hospitality Challenge.

Mirko Sguario, ideatore della Venice Hospitality Challenge e presidente dello Yacht Club Venezia: “Siamo giunti già alla V edizione di questa manifestazione unica che mira ad attirare l’attenzione su Venezia e sulle sue straordinarie potenzialità. La VHC rappresenta senza dubbio il fiore all’occhiello delle manifestazioni veliche della Serenissima per il suo concept unico e quest’anno ringraziamo in particolare modo Riccardo Bonadeo, Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, unitamente a Mauro Pelaschier per l’impegno profuso nel progetto One Ocean a tutela dei mari, progetto etico di portata internazionale che deve essere per noi tutti un esempio da seguire”.