Dobbiamo agire ora, per garantire un ecosistema prospero domani.
Un progetto d’impatto per il ripristino e la tutela delle foreste marine.
I polmoni del Mar Mediterraneo
Posidonia oceanica
Posidonia oceanica è una pianta marina endemica del Mar Mediterraneo con un valore ecologico straordinario. Forma estese praterie che proteggono le coste dall'erosione, stabilizzano i fondali marini, creano un hotspot di biodiversità, forniscono riparo e cibo a oltre 350 specie marine, e producono ossigeno attraverso la fotosintesi.
Circa l'80% della produzione di ossigeno costiero proviene da questa pianta, motivo per cui per cui è conosciuta anche come “polmone del Mediterraneo”.
Queste praterie sommerse sono ecosistemi estremamente produttivi e svolgono un ruolo cruciale anche nel sequestro del carbonio, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Secondo gli scienziati, un ettaro di prateria di fanerogame marine può immagazzinare una quantità di carbonio pari a quella di dieci ettari di foresta tropicale.
















Il motivo per cui
Oltre il 30%
dei prati di Posidonia oceanica nel Mediterraneo è già scomparso, evidenziando l’urgente necessità di intervenire.
Nonostante sia una specie protetta, rimane gravemente minacciata dalle attività umane costiere — come l’ancoraggio e la pesca a strascico — che causano danni irreversibili e compromettono l’equilibrio dell’intero habitat.
Ripristinare e proteggere le foreste marine
Nato nel 2023, Blue Forest è un progetto di One Ocean Foundation dedicato al ripristino e alla tutela delle foreste sottomarine, con particolare attenzione alle praterie di Posidonia oceanica.
Il progetto integra attività di riforestazione, ricerca scientifica, tecnologie innovative ed educazione ambientale, favorendo collaborazioni con università e istituzioni. Attraverso la promozione di iniziative di sensibilizzazione tramite documentari, contenuti multimediali e programmi educativi mira a coinvolgere i cittadini e le giovani generazioni nel riconoscere il valore di questi ecosistemi fragili e vitali, contribuendo direttamente agli obiettivi globali per favorire un ambiente più sano e resiliente.
Il progetto Blue Forest rappresenta un’azione concreta nell’ambito dell’iniziativa 30x30 delle Nazioni Unite, un quadro volto a proteggere almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030, mentre il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino degli Ecosistemi (2021-2030) mira a prevenire, arrestare e invertire il degrado degli ecosistemi a livello globale.
RIPRISTINO
Promuovere il ripristino della biodiversità e del capitale naturale blu in linea con l'obiettivo 30x30 delle Nazioni Unite
INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE
Sensibilizzazione sull'importanza delle foreste marine e priorità data alla conoscenza dell'oceano
PROTEGGERE
Attuazione di politiche di conservazione per garantire la protezione delle foreste marine e dei loro ecosistemi vitali
RICERCA E INNOVAZIONE
Sostegno ai dottorati di ricerca e alle collaborazioni con centri di ricerca e individuazione di nuove tecnologie per valorizzare il capitale naturale blu
Le nostre Blue Forests
Attività sul campo
















Results
5
siti di riforestazione attivi
1135 m²
di prateria di Posidonia ripristinati
21.1K
di piante trapiantate
1122
semi trapiantati
2
articoli scientifici pubblicati
1
documentario realizzato
9
attività di educazione e sensibilizzazione
2
borse di dottorato finanziate
Il documentario
Il documentario "Posidonia oceanica - Restoring Mediterranean Seagrass" fornisce un'esplorazione completa dell'intero processo di restauro e mette in evidenza l'importanza di questa specie, indagando sugli aspetti ecologici, esaminando gli impatti che questa pianta deve affrontare e offrendo potenziali soluzioni per la sua conservazione e protezione.
Prodotto da One Ocean Foundation e diretto da Fabio Benelli, biologo marino e filmmaker subacqueo, il documentario è disponibile sul nostrocanale Youtube.
Impatto
L'Italia ospita una delle più vaste aree di praterie di Posidonia lungo le sue coste, oggi sempre più minacciate da pesca a strascico, ancoraggi, inquinamento, sviluppo costiero e dagli effetti dei cambiamenti climatici. Poiché questa specie cresce estremamente lentamente — solo 1–2 cm all’anno — i danni risultano particolarmente gravi e difficili da invertire.
La perdita delle praterie comporta conseguenze dirette per la biodiversità marina, la stabilità dei fondali e la protezione delle coste dall’erosione, oltre a ridurre drasticamente la capacità di assorbire carbonio e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.




















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