
Il mercurio (Hg) è un contaminante globale che si biomagnifica nelle reti alimentari, generando preoccupazioni sulla sicurezza alimentare, lo sfruttamento della pesca e la conservazione della fauna selvatica. I pesci, compresi i grandi predatori come gli squali, sono la principale fonte di esposizione umana al mercurio, eppure i dati specifici per ogni specie rimangono scarsi. La maggior parte degli studi si affida al mercurio totale (THg) come indicatore del metilmercurio (MeHg), ma la misurazione diretta del MeHg è fondamentale per un'accurata valutazione del rischio a causa della sua neurotossicità e biodisponibilità.
Questo studio - pubblicato nella rivista scientifica Environmental Science & Technology - presenta una valutazione completa, quantificando il THg-MeHg in 18 specie provenienti dagli oceani Mediterraneo, Indiano e Atlantico, nove delle quali misurate per la prima volta. Le concentrazioni variavano ampiamente, con i livelli più elevati riscontrati negli squali pelagici e di profondità.
Il THg e il MeHg hanno mostrato una forte correlazione ($R^2 = 0,99$), ma il rapporto MeHg-THg variava dal 65% al 101%, dimostrando una sostanziale variabilità interspecifica e mettendo in discussione l'ipotesi di una metilazione quasi completa. Il bioaccumulo aumentava con le dimensioni corporee e il livello trofico, e la biomagnificazione era pronunciata nelle comunità di profondità del Mediterraneo. Quasi la metà delle specie ha superato il limite di Hg stabilito dall'UE di 1 mg kg⁻¹. I Quozienti di Pericolo Obiettivo (Target Hazard Quotients) hanno superato il valore di 1 per gli squali di profondità e i grandi pelagici, evidenziando rischi concreti per la salute. I livelli elevati di MeHg nei filetti commerciali confermano l'esposizione dei consumatori.
Le specie con il carico di MeHg più elevato sono fortemente sfruttate e minacciate, identificando gli squali commercializzati a livello globale come punti critici di esposizione umana al mercurio.
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Questa ricerca è stata condotta da diversi ricercatori tra cui Ginevra Boldrocchi, coordinatrice scientifica di One Ocean Foundation.


