
L’Islanda potrebbe compiere un passo decisivo verso la fine della caccia commerciale alle balene. Il governo islandese ha annunciato che presenterà nel febbraio 2027 un disegno di legge per la revisione della normativa nazionale sulla caccia ai cetacei, con particolare attenzione alla possibilità di introdurre un divieto permanente.
La proposta interviene su una normativa risalente al 1949 e arriva dopo anni di dibattito sulla sostenibilità e sul futuro della caccia alle balene nel Paese. Il governo ha spiegato che la revisione terrà conto anche del rapporto elaborato nel 2024 da un gruppo di lavoro dedicato alla gestione e al quadro giuridico dell'attività, comprese le questioni costituzionali legate a un eventuale divieto.
L'annuncio arriva mentre la stagione di caccia del 2026 è ancora in corso. Al 9 settembre, secondo i dati raccolti da Humane World for Animals, erano state catturate 80 balenottere comuni, a fronte di una quota autorizzata di 150 esemplari per la stagione. La balenottera comune (Balaenoptera physalus), principale specie interessata dalla caccia islandese, è classificata come Vulnerable nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
L'Islanda è uno dei tre Paesi che continuano a praticare la caccia commerciale alle balene, insieme a Norvegia e Giappone, nonostante la moratoria internazionale adottata dalla Commissione Baleniera Internazionale (IWC) nel 1986. La Norvegia ha ripreso la caccia commerciale nel 1993, mentre l'Islanda l'ha riavviata nel 2006. Il Giappone ha lasciato l'IWC nel 2019, riprendendo successivamente la caccia commerciale nelle proprie acque.
Il tema riguarda non soltanto la conservazione delle popolazioni di cetacei, ma anche il benessere animale. Un rapporto dell'Autorità islandese per l'alimentazione e la veterinaria pubblicato nel 2023 aveva documentato casi in cui le balene colpite durante la caccia avevano impiegato tempi prolungati a morire, alimentando il dibattito sulla compatibilità di queste pratiche con gli attuali standard di tutela animale. Secondo il rapporto, nel 41% circa dei casi gli animali non erano morti rapidamente, prolungando le sofferenze fino a due ore in alcuni episodi. Inoltre, quasi un quarto delle balene catturate era stato colpito da più di un arpione esplosivo.
La decisione finale spetterà ora al processo legislativo. Se il Parlamento islandese approverà il divieto, l'Islanda potrebbe diventare il prossimo Paese a interrompere la caccia commerciale ai grandi cetacei, segnando un ulteriore passaggio nel percorso internazionale verso una maggiore tutela degli ecosistemi marini.
Per l'oceano, proteggere i grandi cetacei significa tutelare specie che svolgono un ruolo importante negli ecosistemi marini e riconoscere il valore della biodiversità oltre il suo sfruttamento. La proposta islandese apre così una nuova fase di confronto sul futuro della conservazione dei cetacei e sulla gestione delle risorse marine.


