
Dal 2019, One Ocean Foundation studia il Canyon di Caprera, uno dei più importanti hotspot di biodiversità del Mediterraneo. Di recente, la fondazione e i ricercatori sul campo hanno completato, grazie al sottomarino Multipluto, le ultime 4 missioni delle 11 totali, svelando habitat profondi finora inesplorati. Le immersioni hanno rivelato sia barriere coralline bianche ricche di vita marina, sia i primi segni dell'impatto umano sul fondale.
Grazie a questo progetto, il Canyon entra a far parte dei canyon maggiormente studiati del Mediterraneo, nonché tra i pochissimi ad essere stati esplorati in un range batimetrico ampio, compreso tra i 130 e 1050 metri. In particolare, quest'ultimo ciclo di esplorazioni ha permesso di caratterizzare con successo la fascia profonda tra 300 e i 500 m, finora mancante. In quest'area sono stati avvistati dei reef a coralli bianchi molto sviluppati, caratterizzati da un'alta densità di colonie di Madrepora oculata. L'estensione di queste strutture - considerate internazionalmente come "VMEs - vulnerable marine ecosystems" - è tra le maggiori osservate nel Mediterraneo.
Oltre a questa VME, è stata rilevata anche un'altra biocenosi importante: quella dei fondi fangosi con il pennatulaceo Funicolina quadrangularis, noti per ospitare specie di rilevanza economica come lo scampo e il gambero rosa. Queste ultime ricerche dimostrando ulteriormente come il Canyon di Caprera sia un ambiente straordinariamente ricco, custode di una varietà eccezionale di comunità bentoniche.
Nonostante queste scoperte staordinarie, il Multipluto ha riscontrato sul fondale anche la presenza di diversi tipi di rifiuti, come lenze perdute, suggerendo come la pesca ricreativa rappresenti una delle principali minacce. Un dato importante che ricorda, ancora una volta, l'importanza della ricerca scientifica e l'urgenza di proteggere questi ecosistemi vulnerabili.

