
Le città costiere sono centri urbani, spesso in rapida crescita, situati all’interfaccia tra terra e mare, che concentrano una larga quota della popolazione mondiale e dell’attività economica. Circa il 70% delle più grandi megalopoli del mondo — quelle con oltre 10 milioni di abitanti — si trova entro 60 km dalla costa, generando complessivamente circa la metà del PIL globale. Questa posizione strategica le rende attori chiave per il commercio, l’innovazione e l’economia blu, ma allo stesso tempo le espone in misura crescente ai rischi legati al cambiamento climatico.
Questo report, sviluppato nell’ambito dell’Ocean Impact Initiative, esplora la complessa relazione tra le città costiere e l’oceano. Analizza le principali pressioni che lo sviluppo urbano costiero esercita sugli ecosistemi marini e i rischi che le città affrontano a causa dei cambiamenti climatici. Evidenzia inoltre il significativo potenziale delle città costiere nel guidare l’azione climatica attraverso una pianificazione sostenibile, un rafforzamento della governance e l’adozione di soluzioni basate sulla natura.
Vulnerabilità delle città costiere ai cambiamenti climatici
Le città costiere sono tra le aree più esposte e a rischio nel contesto dei cambiamenti climatici, in quanto l’innalzamento del livello del mare, gli eventi meteorologici estremi e il degrado ambientale si combinano con una rapida urbanizzazione.
Queste pressioni sono ulteriormente aggravate dalle disuguaglianze sociali e da infrastrutture inadeguate, aumentando l’esposizione a inondazioni, perdita di ecosistemi e disgregazione sociale.
Di conseguenza, entro il 2050, molte città costiere dovrebbero affrontare gravi e diffuse perturbazioni sia degli ecosistemi sia dei mezzi di sussistenza umani che da essi dipendono.
Pressioni potenziali delle città costiere sull’oceano
- Perdita di habitat e biodiversità: la bonifica dei terreni e lo sviluppo costiero degradano gli ecosistemi e causano perdita di biodiversità.
- Introduzione di contaminanti: il deflusso urbano, gli scarichi di acque reflue e gli inquinanti industriali raggiungono le acque costiere e inquinano l’ambiente.
- Eutrofizzazione: scarichi ricchi di nutrienti provocano fioriture algali dannose e riduzione dell’ossigeno.
- Rifiuti marini: una gestione inadeguata dei rifiuti solidi e la crescente pressione turistica stanno aumentando la quantità di plastica che entra nell’oceano.
- Emissioni di gas serra (GHG): aree densamente popolate, sistemi di trasporto, porti e infrastrutture ad alta intensità energetica contribuiscono in modo significativo alle emissioni.
- Inquinamento acustico e luminoso: porti, traffico marittimo e infrastrutture costiere possono disturbare le specie marine sensibili.
Percorsi sostenibili per città costiere resilienti
- Integrare soluzioni basate sulla natura, come il ripristino di mangrovie, zone umide, dune e coste vive, per ridurre la perdita di habitat.
- Migliorare il trattamento delle acque reflue e la gestione delle acque meteoriche, utilizzando infrastrutture verdi per filtrare gli inquinanti prima che raggiungano il mare.
- Promuovere una pianificazione costiera sostenibile, limitando le bonifiche e evitando lo sviluppo in aree sensibili o ad alto rischio.
- Rafforzare i sistemi di gestione dei rifiuti, adottare approcci di economia circolare e soluzioni per intercettare i rifiuti marini.
- Ridurre le emissioni attraverso efficienza energetica, mobilità pulita, elettrificazione dei trasporti e delle operazioni portuali, ed energie rinnovabili.
- Adottare misure di riduzione del rumore e della luce nei porti e nelle infrastrutture costiere per proteggere la vita marina.
Questo report evidenzia il ruolo che le città costiere possono svolgere nel guidare un cambiamento sistemico, trasformando il rischio in opportunità e contribuendo a un futuro più resiliente per gli ecosistemi costieri e le comunità.

