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Nature credits: cosa sono e quanto vale la biodiversità

Pubblicato 12 ottobre 2026
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Quanto vale una foresta che non produce legname? E una prateria marina che protegge una costa, ospita centinaia di specie e immagazzina carbonio? Per decenni l'economia ha risposto: poco, o niente. Ciò che non ha un prezzo non compare nei bilanci, e ciò che non compare nei bilanci è facile da sacrificare.

I nature credits (crediti per la natura) sono uno dei tentativi più discussi di cambiare questa logica. Possono contribuire a una economia nature-positive e a una crescita sostenibile, a una condizione: che siano ad alta integrità e verificati in modo trasparente. In questo articolo vediamo cosa sono, cosa li rende credibili e perché la domanda di partenza, quanto vale la biodiversità, resta aperta.

Il valore invisibile della biodiversità

I mercati riconoscono bene i servizi di approvvigionamento della natura: il pesce pescato, il legname, i prodotti agricoli. Molto meno visibili sono i servizi di regolazione: il carbonio immagazzinato da una mangrovia, la protezione costiera di una prateria marina, l'acqua filtrata da una zona umida.

Il paper Building equitable and nature-positive blue natural capital markets, al quale One Ocean Foundation ha contribuito, evidenzia lo squilibrio: i mercati della pesca sono maturi e perfino sussidiati, mentre per i servizi di regolazione di mangrovie, saline e praterie marine mercati funzionanti quasi non esistono. Il risultato è un paradosso: un ecosistema può avere un enorme valore economico senza avere un prezzo. Gli scienziati stimano che i servizi ecosistemici globali valgano almeno 33.000 miliardi di dollari l'anno.

Nature credits e carbon credits: cosa sono e in cosa differiscono

Un credito per la natura è un'unità che rappresenta un miglioramento positivo per la natura, riconosciuto e verificato in modo indipendente rispetto a standard concordati, e che può essere registrato, aggregato e conservato. È la definizione su cui lavora la Commissione europea nella sua Roadmap sui nature credits (COM(2025) 374, luglio 2025).

La differenza con i carbon credits è sostanziale:

  • il credito di carbonio ha una metrica unica e relativamente standardizzata: la tonnellata di CO₂ equivalente evitata o rimossa;
  • il credito di biodiversità deve misurare ricchezza di specie, ripristino degli habitat e funzionalità ecologica. Per questo è spesso non fungibile: legato a un contesto locale, non facilmente sostituibile con un altro.

Perché dare un valore economico alla natura?

Il timore più diffuso è che i nature credits trasformino la natura in una merce. Il principio proposto dal paper è netto: si finanzia e si remunera il servizio, non si vende l'ecosistema. Una mangrovia può generare un servizio di sequestro del carbonio, ma offre anche protezione costiera, habitat e sostegno alla pesca, benefici che il prezzo del carbonio non rappresenta. Il prezzo, quindi, non esaurisce il valore. Può però renderne leggibili alcuni aspetti dentro sistemi economici che altrimenti tenderebbero a ignorarli.

Qui sta il nodo delle metriche: ciò che misuriamo è ciò che finanziamo. Se misuriamo solo il carbonio, rischiamo di premiare interventi che massimizzano la CO₂ sequestrata anche quando non sono i migliori per biodiversità, acqua o comunità. Per questo nessuna metrica basta da sola: servono indicatori complementari su stato dell'ecosistema, biodiversità, flussi di servizi, valutazione economica, governance, equità e benessere delle comunità.

Cosa rende credibile un nature credit

Un nature credit è una promessa: che un miglioramento per la natura sia reale, misurabile e duraturo. Per questo l'integrità viene prima della scala. Le condizioni principali sono sei:

  • Provenienza e diritti chiari: definiti i diritti di proprietà, utilizzo e beneficio legati al progetto e al territorio.
  • Misurazione, reporting e verifica (MRV): risultati misurabili e verificabili, supportati dove appropriato da telerilevamento satellitare, LiDAR, droni, DNA ambientale e intelligenza artificiale.
  • Trasparenza: tracciabilità dei risultati ambientali e dei flussi finanziari, con verifiche indipendenti.
  • Permanenza: meccanismi finanziari che evitino l'interruzione degli impegni di conservazione dopo pochi anni.
  • Riduzione del rischio: assicurazioni, garanzie e blended finance per rendere investibili progetti altrimenti troppo rischiosi.
  • Coordinamento: standard comuni e sistemi interoperabili, per evitare crediti non comparabili e non fungibili.

C'è poi una condizione che riguarda tutte: l'equità. Un mercato può essere efficiente e comunque ingiusto, con rischi di espropriazione dei territori, ricavi distribuiti male o comunità escluse dalla progettazione. Chi custodisce gli ecosistemi deve partecipare alla definizione dei meccanismi e beneficiare dei risultati. Esperienze come Mikoko Pamoja in Kenya e Tahiry Honko in Madagascar mostrano come i ricavi di crediti certificati possano finanziare anche infrastrutture e servizi per le comunità locali.

Il valore viene prima del prezzo

La biodiversità ha un valore anche quando non possiamo attribuirle un prezzo. Il prezzo non crea quel valore: può però renderne visibili alcuni aspetti a chi decide come allocare capitale e definire politiche pubbliche.

Il capitale privato può contribuire a colmare il divario di finanziamento per la natura, ma solo se i mercati sono progettati con integrità, trasparenza ed equità. E per capire come questi strumenti possano entrare nei bilanci degli Stati, leggi [l'articolo sulla nature finance: link al secondo articolo].

Perché la domanda non è soltanto quanto vale la natura. E’ anche quanto costa perderla.


Domande frequenti sui nature credits

Cosa sono i nature credits?

Unità che rappresentano un miglioramento positivo e verificato per la natura, come il ripristino di un habitat. Possono essere registrate, aggregate e utilizzate per mobilitare finanziamenti.

Qual è la differenza tra nature credits e carbon credits?

I carbon credits misurano una quantità di CO₂ equivalente evitata o rimossa. I nature credits possono rappresentare miglioramenti più ampi: biodiversità, habitat, funzionalità degli ecosistemi.

I nature credits mettono in vendita la natura?

No, se progettati con integrità: finanziano e remunerano un servizio o un miglioramento, senza trasferire la proprietà dell'ecosistema.

Cosa significa "alta integrità"?

Che il beneficio sia reale, misurabile, verificabile in modo indipendente e duraturo, con trasparenza e un ruolo effettivo per le comunità locali.


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